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Cosa Vedere
I l
Furlo
è considerato tra le massime emergenze paesaggistico
– ambientali delle Marche, e sicuramente, nel
complesso, uno dei luoghi più spettacolari
dell’intera penisola.
Si tratta di una profonda gola, un vero canyon,
dalle pareti verticali e altissime, strapiombanti su
un lago di sbarramento dalla forma allungata, che
occupa il fondo della gola per quasi tutta la sua
larghezza. Il colore verde smeraldo, particolarmente
intenso, delle acque del fiume
Candigliano
esalta la
bellezza del luogo. Il lago, derivato da uno
sbarramento realizzato negli anni venti, ha alterato
profondamente il primitivo aspetto della gola, sul
fondo della quale, in origine, il fiume scorreva
rapido tra massi enormi e cascate. Tutto questo ha
conferito al luogo una nuova ricchezza in termini
paesaggistici, come è possibile constatare
osservando il volo degli aironi, dei cormorani, dei
germani e di altre specie acquatiche presenti nel
lago, il cui volo si è aggiunto a quello delle
aquile reali e dei falchi pellegrini, che da sempre
offrono al Furlo uno spettacolo di rara bellezza e
di facile osservazione.
I due rilievi sub appenninici, che costituiscono il
“massiccio del Furlo”,
M. Pietralata
e
M. Paganuccio
(o, come è chiamato localmente, Monte Grande), si
elevano rapidamente dalla loro base, posta a circa
100 msm, fino a quasi 1000 msm e questo brusco
dislivello, oltre ad esaltare la formazioni di nubi
verticali temporalesche (propria di montagne più
alte), determina un significativo effetto barriera:
la parte occidentale dei rilievi registra
temperature medie più basse e un diverso grado di
conti nentalità rispetto a quella orientale, che
invece risente della risalita dell’aria marittima
dall’Adriatico. La variazione di temperatura o di
condizioni climatiche tra i due versanti può
sorprendere chi si trovi a percorrere i tunnel della
superstrada Fano Grosseto.
Specie per chi arriva dal mare il comprensorio
appare come un’isola, un rilievo che si eleva
improvviso, boscoso e “selvaggio” in mezzo ad un
paesaggio collinare assai più domestico e coltivato.
La presenza di pinnacoli rocciosi, pareti a
strapiombo, nicchie e spelonche, anfratti, esili
lame rocciose protese verso il cielo, permette
l’esistenza di numerose aree microclimatiche, che,
soprattutto all’interno della gola, determinano la
singolare compresenza di specie floristiche tipiche
sia di paesi caldi che di aree molto fredde. Inoltre
all’interno della gola si sviluppano ben due
endemismi, come Moheringia papulosa e Leopoldia
tenuiflora.
Dagli ampi prati sommitali del Monte Paganuccio si
abbraccia tutto l’Appennino Pesarese e oltre, dai
Sibillini ai crinali Tosco Romagnoli. Dalla cima,
tra le fronde dei faggi si scorge nitido
l’Adriatico, che copre tutto l’orizzonte orientale.
Nelle giornate di eccezionale nitore, infine, è
possibile vedere i profili lontani dei monti della
Croazia.
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